Roy Paci non finisce mai di stupire e mettere in piedi nuovi progetti, frutto della sua vasta e variegata esperienza, consolidata negli anni da splendide collaborazioni. Un bagaglio cultural-musicale che suona in ogni suo progetto e così in CorLeone, un gruppo di ottimi musicisti chiamati a creare ed improvvisare in una chiave nuova, moderna, contemporanea.
In una sua intervista dice, giustamente, che “improvvisazione non vuole dire necessariamente jazz!”, ed in effetti il sound che viene fuori da questa band non è solo jazz, ma anche rock e d’impatto. Richiamando in parte i progetti di John Lurie, John Zorn, Mike Patton e Dave Doulgas, dove c’è spazio per tutto, anche per il rumore, muovendosi sinergicamente come un’onda potente che avanza ed indietreggia con la sua risacca, cosí i CorLeone, taglienti ed ipnotici, trainano verso immaginari musicali lontani, mastodontici e rotolanti.

La band è un sestetto composto da: Andrea Vadrucci alla batteria, Gugliemo Pagnozzi al sax tenore, Marco Motta al sax baritono, Alberto Capelli alla chitarra solista, John Lui chitarra e sequenze ed ovviamente Roy Paci alla tromba. Niente basso per un progetto che muovendosi liberamente tra canovacci iniziali e finali, lascia volontariamente scarna la zona medio bassa dell’impasto sonoro per risultare maggiormente affilato e d’impatto.