Ha aspettato di compiere 59 anni il celeberrimo chitarrista degli Avion Travel, Fausto Mesolella, per regalare al suo pubblico il suo primo disco solista. Lo ha fatto nel 2012, scegliendo di non abbracciare nessun tipo di etichetta o genere, affrontando con il suo estro indifferentemente la lettura di colonne sonore e standard, brani propri e di altri, cantati e strumentali, italiani ed esteri.

Cosa c’è nel disco quindi? Di tutto: dalla composizione di Faurè per coro e orchestra “Pavane” al traditional partenopeo “’O sole mio” (che gode della collaborazione di Raiz), passando per l’autografo “Aria di te”.

E’ l’abilità nella rilettura operata dal compositore e arrangiatore casertano a stregarci e ad incatenarci alle undici tracce, delicate e oniriche. La ricerca interpretativa viene concentrata nello sfruttare al massimo le potenzialità della chitarra: ogni nota, ogni risuonare e ogni pausa sono calibrati per esaltare il calore timbrico; i silenzi rientrano a pieno diritto nell’essenzialità della partitura.

Nessuna trasfigurazione radicale durante l’operazione, semmai qualche licenza che spinge, ad esempio, l’audacia sperimentale a conferire forti eco morriconiane a “Nun te scordà” degli Almamegretta o a cadenzare gli intarsi chitarristici del Nostro con surdu e rullantino di Domenico De Marco in “Sonatina improvvisata d’inizio estate”. Notevole è anche la rinnovata dolcezza sprigionata dal brano composto da Fausto Mesolella “La mia musica”, qui animato dal pianoforte della abilissima Rita Marcotulli.

Solo uno strumentista, compositore e arrangiatore del suo calibro poteva cimentarsi in un’opera così eclettica dando l’idea di un’organicità di fondo, impressa grazie ad uno stile assolutamente personale, un marchio di fabbrica elaborato in decenni di lavori e collaborazioni (tra gli altri Nada, Gian Maria Testa, Paolo Conte, Samuele Bersani, Francesco Tricarico). E che dire del titolo “Suonerò fino a farti fiorire”? Una promessa che viene mantenuta… e che sarà possibile apprezzare dal vivo venerdì 13